Grezzate #5: Critica della ragion igienica

cessi

Care donne, questo è un appello per tutte voi, nella speranza che leggendo questa mia diventi man mano sempre meno necessario veder scritto nei cessi il reminder di sempre…

Questa riflessione nasce, così, proprio mentre sono lì a cercare di perder tempo nella battaglia tra me e la cosa che odio di più: i cessi pubblici.

Sono profondamente convinta che nel paleolitico ogni donna trattasse i suoi bisogni fisiologici, in particolare il fatto di “fare la pipì” (non so dirlo in modo meno infantile senza provare imbarazzo), alla tipica maniera dell’uomo. Me la immagino lì che corre, vestita di pelli e piena di peli, coi capelli lunghissimi crespi e ispidi che le svolazzano intorno.

A un certo punto le scappa: cosa fa? Si ferma, apre le gambe e, senza piegarsi nè fare scena alcuna, semplicemente la fa, in piedi. Proprio così.

critica della ragion igienicaCon il tempo l’evoluzione è stata generosa in tanti sensi, ma non ci ha graziate come genere: a noi il trucco, a noi il dovere della depilazione, a noi l’essere pudiche e riservate, a noi farla da sedute.

Ed ecco spiegata la suggestione che tutte noi proviamo al pensiero che “i maschi possono farla in piedi”.

Questo spiega anche perchè gli uomini parlino sempre dei loro escrementi, mentre noi preferiamo per lo più soprassedere con eleganza, ma questa è un’altra storia.

Depilazione, che disperazione? Leggi cosa combina Pennyvendola!

Tutto sommato a me il codice imposto dell’omertà rispetto ai nostri bisogni fisiologici sta anche bene, sono una donna e ci tengo ad essere ricordata non certo per le mie grezzate, quanto per come sono figa quando monto le mie gambe depilate su un tacco 15.

Posto questo, dunque, ho assunto il mio ruolo e sono protagonista del mio tempo proprio perchè non piscio in piedi nè a casa nè nei cessi pubblici e do per scontato che nessuna donna, se non parecchio sbronza, lo faccia. Vi dirò di più, confido più ampiamente che la donna standard, quella ben curata e ben vestita, sappia avere una condotta pressochè dignitosa in bagno e, oltre a non fare esperimenti di ritorno alla pre-civiltà, conosca le regole relative a tutti i gadget che sono necessari quando ci si avventura in un bagno pubblico.

Ma come, non le vedi sempre lì in coda per il bagno con l’immancabile pacchetto di fazzolettini? Quelle più attente hanno anche la pochettina con matita e rossetto per ritoccarsi il trucco, più necessair vario ed eventuale…

Ma allora chi cazzo è che butta gli assorbenti nel cesso?

Si raccomanda alla gentile clientela di non gettare assorbenti igienici nel water. Servirsi dell’apposito cestino.

Ditemi perchè, perchè è sempre necessario fare una precisazione così ridicola nei bagni femminili, che equivale più o meno a quella di non mettere il dito nel trita-rifiuti. Ma che a casa vostra buttate l’assorbente nel cesso? Ma a qualcuna è mai venuta seriamente l’idea di farlo, se non per farsi scoprire dalla moglie dell’amante o fare una vendetta ben congeniata?

Adesso voglio qui il nome di quell’unica donna che deve averlo fatto una volta, combinando un casino imbarazzante per cui poi si è sparsa la voce in tutti bagni degli uffici, della palestra e di ogni esercizio commerciale.

Mi rifiuto di credere che per ogni bagno in cui è affissa quella scritta, ci sia stata una donna così scema da essersi lasciata dietro questa scia di imbarazzo e ignominia. Quella si che è peggio di una walk of shame!

Da Sentenza è tutto, passo la parola. Be clever, be protagonista del tuo tempo!

 

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