«Ho fatto sesso con una mensola»

«Ho fatto sesso con una mensola»

Come disse lo zio Ben a Peter Parker, da grandi peni derivano grandi responsabilità. Responsabilità che non tutti sanno gestire. Perché io, cari lettori, quella volta mi trovai in sincero imbarazzo.

Lui effettivamente non era un mostro di simpatia. Era pure un po’ tonto. Grande, grosso e belinone, si dice dalle mie parti: mai descrizione fu più calzante, in tutti i sensi ecco. Ma aveva quei bicipiti e quei tatuaggi che…

Me lo avevano rifilato in discoteca una sera amici comuni. Tre metri di lingua in bocca, ma non gli diedi troppa importanza, ero troppo impegnata a lavorarmi un luminare che di lì a pochi mesi sarebbe finito a fare il corteggiatore a Uomini e Donne (Ah! Ora siete curiose vero? Gnegnegne). Io però su di lui avevo fatto colpo, in tempo zero si era fatto dare il mio numero di telefono da una amica. Mentre mi avviavo mestamente verso la macchina con delle amiche da riportare a casa, costui mi scriveva già millemila messaggini su What’s app carichi di faccine, cuoricini e tante altre cose petalose e disgustose.

Neanche se avesse cercato di conquistarmi con i Rammstein, sarebbe stato ben accetto

Nel giro di 24 ore presa dal collezionismo mi ritrovai a casa sua. Scoprii al dunque la sua età: un imberbe che viveva con i suoi, appena diciannovenne. Dopo un colloquio esplorativo fatto di frasi che cominciavano tutte con «Mia mamma mi ha detto che…» decisi che era il tempo di prendere in mano la situazione.

Divano, via la tuta, via le mutande e…
Ho fatto sesso con una mensolaUna mensola. In massello, di quelle di una volta, come non le fanno più. O se preferite una Lack Ikea in puro compensato svedese. L’asse del tavolo in mogano della nonna. La componente verticale di un pomposo crocifisso, di quelli che incutono timore reverenziale. Genovesi, avete presente il Matitone? La situazione – voi ridete, vi vedo! – era tragica.

“Esattamente, io, di questo affare, cosa dovrei farne? Ma siamo sicuri che esistano buchi nei quali possa entrare? Aaaah, ok chiaro, sei andato in una spiaggia nudista e ti ha punto un’ape. Certo. No, davvero, dove me lo metto? Non è un pisello, è una mensola! Ok, stiamo calmi. Magari non è così male. Ma cazzo, ma di che colore è? Fa paura! No Maria, io esco”. Il fatto che dopo questa serie di pensieri io mi fossi girata di spalle, lo prese come un evidente invito a pecorizzarmi.

Fu come partorire al contrario.

Lì, quella volta, capii finalmente il significato della parola “deflorata”.

Le dimensioni contano, eccome se contano, ed è proprio dopo un’esperienza simile, fidatevi, che ri-tarerete il vostro target. A meno che non abbiate già partorito e viviate cronicamente l’effetto del salame in galleria: il suo numero è 348…

A proposito di pecorizzare, Giovanna La Pazza ha avuto qualche problema col gel Durex

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