10 drammi di una ragazza che ha giocato troppo a Skyrim

10 drammi di una ragazza che ha giocato troppo a Skyrim

Quando ancora definirsi nerd era tutto fuorché una cosa figa, c’ero io, che me ne fregavo e nonostante sia una portatrice di vagina, perdevo – e perdo tutt’ora – intere giornate e pomeriggi giocando alla Playstation o alla Xbox.

Skyrim mi ha insegnato tante cose: che per scalare una montagna basta avere un cavallo, che per  fare un pugnale basta qualche striscia di cuoio e un lingotto di ferro, che per risolvere la gran parte dei problemi basta il dialogo con le skills giuste. E quando non sono sufficienti, una scazzottata in un pub e poi passa la paura. Ma mi ha anche costretta a vivere almeno 10 grandi drammi, che solo le videogiocatrici più incallite, come me, potranno capire.

1) Ho scoperto per caso che malachite non è soltanto il materiale vitale per le armature di vetro ed elfiche, ma anche il colore di un ombretto.

2) Quando esco di casa in ritardo per andare in ufficio no, non c’è scatto turbinante che possa venirmi in soccorso per farti arrivare puntuale.

3) La delusione di quando, in montagna, al crepuscolo, guardo all’orizzonte e non appare nessun drago.

4) Sono convinta che per risolvere la crisi economica basterebbe uscire dall’Euro per adottare il Septim.

5) Vado a fare shopping in compagnia solo per sbolognare i pesi al mio (malcapitato) seguace.

6) Ho provato mille volte a usare “Seduzione del Vampiro” per superare gli esami universitari, ma ho fatto solo la figura della zoccola (oltre a doverlo ripetere).

7) So che i veri vampiri non sono luccicanti alla luce del giorno, ma anzi fanno anche un po’ schifo.

8) Rivolgo insulti razzisti ai gatti credendoli Khajiit.

9) Quando vado a ballare e colpisco per sbaglio qualcuno, scappo sempre temendo di essere inseguita dalle guardie

10) Risolvo le controversie giocando a aquila – serpente – balena.

3 comments

  1. Per non dire le problematiche nate nel guardare negli inventari altrui per strada cercando di spiegare che non stai rubando nulla.

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